Libri sotto l’albero: Smith&Wesson

SMITH&WESSON, Alessandro Baricco - copertina texture di Monica Vitali

SMITH&WESSON, Alessandro Baricco – copertina texture di Monica Vitali

All’AperiLibro dello scorso Dicembre di noi Lettori Virali, Libri sotto l’albero, nella pesca a me è toccato SMITH&WESSON di Alessandro Baricco, prima edizione ne “I Narratori” Ottobre 2014, Feltrinelli Editore.

SMITH&WESSON è la storia di un’avventura da prima pagina. Un salto dalle cascate del Niagara per conquistare il Mondo, con il coraggio e la follia di una ragazza poco più che ventenne, Rachel Green.  La giovane ha un sogno, diventare giornalista. Da due anni lavora al “San Ferdinando Chronicle”, ma la cosa più gratificante è stato riempire tabelle delle maree, per il resto, portare sandwich in redazione e fare favori sessuali al capo. Rachel non vuole arrendersi, “son qui perché se mi arrendo questa volta mi arrenderò tutta la vita”, vuole essere una giornalista e per farlo è disposta a diventare notizia. Complici nel salto da prima pagina sono Smith e Wesson, metaforicamente gli artefici del colpo. Smith, ex mago, inventore, truffatore, in fuga da quattro stati per debiti, ora meteorologo autodidatta che compila tabelle statistiche del tempo ascoltando i racconti della gente. Wesson ha un chiosco ed è un pescatore che recupera cadaveri nelle cascate più famose del mondo, ne conosce ogni direzione delle correnti e sa benissimo dove poter ritrovare qualunque cosa inghiottita dalle sue acque, prerogativa ereditata dal padre che salvava la vita dei malcapitati o suicidi nel Niagara. A finanziare il progetto dei tre, è la sig. Higgins, proprietaria della locanda Great Falls, speculatrice per professione, a cui andrà la metà dell’incasso per assistere al grande salto. Il suo ruolo avrà rilievo nel corso della storia ed a lei saranno affidate le riflessioni giudiziose e femminili, consapevole che “la saggezza è un rito inutile e la tristezza un sentimento inesatto, sempre”.

Il grande salto avverrà in una botte di birra ed è bella la texture di copertina, di Monica Vitali, a sembianza di legno, a ricordarci che tutta la storia da raccontare sarà chiusa in una botte di legno. Tenerla in mano mentre la si legge è un affascinante esercizio di un paio d’ore. Tanto ci vuole per leggere il libro.

Scritto come una pièce teatrale in due atti, i movimenti e le atmosfere sono scandite come da spartito musicale, Andante solenne, Andante Allegro Andante, et ceterum, termini che quale critico musicale l’autore conosce benissimo.

Alessandro Baricco fa attenzione all’esercizio di scrittura, all’uso delle parole, perché è questo quello che maggiormente gli interessa. La storia, pure avvincente e bizzarra, resta comunque con un carattere sereno. I Dialoghi veloci spesso formano un comico espediente per alleggerire la storia o raccontarla “meglio”. Comica è la presentazione di Smith e Wesson, si proprio come quelli delle pistole e fucili. I due allora decidono che forse “SMITH: una soluzione potrebbe essere quella di chiamarsi per nome. WESSON: ottimo!  Smith si avvicina di nuovo al letto e tende la mano verso Wesson. SMITH: Tom. È un piacere. WESSON: Jerry. Il piacere è mio” (attenzione però, la storia di SMITH&WESSON è ambientata nel 1902 e Tom&Jerry, il gatto ed il topo del duo Hanna-Barbera, è del 1940), la battuta comica resta però ad esclusivo uso del lettore. Mentre per capirsi e per raccontare “meglio” bisogna conoscere il significato delle parole. Baricco, tramite Smith, ci ammonisce subito, “Guardi che le parole sono piccole macchine molto esatte, mi creda, se uno non le sa usare, tanto vale che non le usi, è meglio per tutti che si rassegni a restare quello che è, cioè un rozzo animale che a fatica indica col dito le cose cercando di ricordarsi qualche fonema che le indichi, ma senza lamentarsi poi se la gente lo prenderà a calci come un cane randagio, perché è questo che si merita”. Ecco perché Wesson si preoccupa di sapere se Gli animali iniziarono a urlare a squarciagola… si dice urlare? SMITH: dipende di che animale stiamo parlando. La capra iniziò a belare, ad esempio, su questo non mi sento di nutrire dubbi”. L’aspirante giornalista Rachel da quel “io scrivo sorprendentemente bene” conosce il valore di sapere raccontare una storia ed allora “raccontate la nostra storia. Trovate qualcuno che abbia tempo o voglia di ascoltare, e raccontategliela. Non importa se ne inventate dei pezzi o se… Basta la raccontiate meglio che potete. Ogni volta come se fosse la prima, o la più bella”.

Così, Baricco ci racconta la storia di Rachel, Smith e Wesson, e lo fa al meglio, con sorprese, silenzi, invenzioni e “Ogni volta come se fosse la prima, o la più bella”.

 

Gianluca Giura

Innamorato di Marilyn Monroe, Bob Marley, Fabrizio De André, della Roma e di Francesco Totti. Avvocato con un Master in Giurista d’Impresa, presta il suo tempo come funzionario pubblico. Incapace di risolvere qualsiasi problema si è dato alla compilazione di liste della spesa “copia e incolla” e canzoni di 4° ordine di cui qualche volta ama vantarsi.

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