N. 21 – La voce

Se il Fato non mi avesse messa sulla strada di un corso di “Radiodramma”, non avrei potuto riflettere sull’importanza né sulle caratteristiche che ci distinguono.
La Voce.
La nostra impronta digitale sonora. Uno dei mezzi che
utilizziamo per rappresentarci, sedurre, convincere. Una
sorta di carta d’identità, che un orecchio attento può
percepire anche in una telefonata disturbata.
A volte quando diventa rassicurante e pacata, è un
abbraccio vocale che avvolge e va oltre qualsiasi
barriera. Altre, arrabbiata, irrompe prepotente come un
tuono a ciel sereno.
Precede la parola, ne definisce i limiti, come la cornice
un quadro.
È plasmata dalle emozioni e a seconda del tono è calda
o fredda, a volte densa e può coinvolgere totalmente.
Non so se sono io che controllo la voce o è la voce che
controlla me, ma sogno di essere una di quelle voci
curate, usate in modo specifico, utilizzate al meglio.
Voglio essere la voce del vento nella tempesta e voglio
fare la voce grossa e cupa.
Ma anche la voce della tenerezza e della carezza
che avvinghia più di uno sguardo e cattura i sensi…
Aggiungerò colore al canto delle sirene. Vado diritta e
sicura nei toni, nelle pause e regalando un sogno che
abbia la mia voce, do corpo anche al mio silenzio
E quando, nel buio, ha più carattere, do vita ai tutti miei
personaggi…
La voce ha la sua pelle: il timbro.
Quel timbro sono io!
La cerco. E la trovo in quel timbro che hanno gli scritti
negli occhi di chi legge…

Elisabetta Sciabordi

Imprenditrice mai in pensione, amante e attrice in teatro, mangiatrice di libri e di cose buone. Credo che non sia bello dirlo qui davanti a tutti, ma vallo a spiegare un profumo o un sorriso a parole! A disposizione del futuro e con una penna piena di fantasia mi cambio il finale. C'è un'altalena libera laggiù. Vado...