EFFETÌ

Li aveva seminati! Tra la folla di Campo dei Fiori era riuscito a far perdere le sue tracce. Correva lungo la via degli Specchi e sul selciato, ancora lucido della pioggia caduta al tramonto, echeggiavano le sue falcate, cercando di captare eventuali passi dietro di lui.

Autori: Emanuele Carboni – Paolo Cordaro – Matilde Fornari – Maura Gigliotti – Donatella Maddaloni – Daniele Poto – Titta Sannino – Elisabetta Sciabordi

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2 pensieri su “EFFETÌ

  1. Lei era in piedi dietro la sua scrivania di mogano intarsiato, guardando il paesaggio sotto di lei .
    Indossava un vestito molto elegante ( come sempre) che risaltava la sua bellezza, dopo qualche
    Lunghissimo istante si girò verso di lui e camminando in modo sensuale gli andò incontro, lo guardò,
    gli diede un bacio e gli disse”questa notte hai fatto un ottimo lavoro” “sono contento che sei
    rimasta soddisfatta“rispose Arturo. F.T. si sedette dietro la scrivania e invitò Arturo ad accomodarsi,
    chiamò il maggiordomo che entrò dopo alcuni secondi ed Arturo riconobbe l’uomo che gli aveva aperto la porta, “portaci del brandy che dobbiamo festeggiare il lavoro che Arturo ha fatto questa
    notte”.Appena uscito il maggiordomo,F.T. prese il giornale e andò subito alla pagina della cronaca, dove c’era l’articolo in cui si diceva che un noto esponente della malavita locale era stato ucciso con due colpi di pistola alla testa e uno al cuore. Un regolamento di conti, fra bande locali per lo spaccio, e la prostituzione, asseriva la polizia . Come ti dicevo hai fatto un ottimo lavoro, hai fatto sembrare, questo omicidio, come fosse un regolamento di conti.
    Quel verme meritava di morire, non è stato alle regole, voleva ingrandirsi, io ho avuto l’ordine di
    eliminarlo, e tu lo hai eseguito. Perché mi dici questo? Disse Arturo, io ho stipulato un contratto con te e non mi devi spiegazioni. Era questo che lei voleva sentirsi dire, voleva che lui non dimenticasse mai chi era che comandava, che era lei che lo dominava. Sentirono bussare alla porta, era il maggiordomo che portava il brandy, lasciò il vassoio su un tavolinetto all’angolo della stanza dove c’era un divano e due poltrone in pelle ed uscì. I due si accomodarono sul divano, presero a sorseggiare il brandy,lei accavallò le gambe ed Arturo non poté fare a meno di guardarle, erano bellissime. Lei se ne accorse, e con il suo modo da fare, da dominatrice gli disse “voglio fare l’amore”. Quando ebbero finito, gli diede il permesso di farsi una doccia e lo congedò ricordandogli di essere sempre a sua disposizione.
    Arturo uscì da quel palazzo angusto e passeggiò di nuovo per Campo dei Fiori, si sedette sotto la statua di Giordano Bruno pensando a come aveva fatto a stipulare un contratto così assurdo,con una donna così bella. Nonostante tutto era felice di quella situazione, a lui bastava vederla anche solo per un istante per essere appagato, per esserle grato di averlo tirato fuori da una vita anonima. Mentre era assorto nei suoi pensieri sussultò per delle urla di una signora che era stata scippata, si alzò e siccome gli scippatori erano ormai troppo lontani ,per poter fare qualcosa, decise di andare nel pub che aveva prima sognato e poi rivisto nella realtà. Ordinò un hot dog, patatine fritte, e una birra,mangiò in silenzio in un angolo del pub osservando i clienti che come lui si erano seduti per un pranzo veloce.

  2. Pingback: LettoriVirali | Racconti per caso – 11 aprile 2014 – Storify

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