Il 29 novembre alle ore 16.00, l’associazione Lettori Virali ospita la presentazione del libro di poesia “Nel silenzio del tempo” di Paolo Cordaro, edito da Ensemble, presso il Bar Dream Coffe Giannone’s family del Parco Lotti Antonelli di Tivoli Terme (Roma).
L’autore, nato e cresciuto nel territorio tiburtino, scrive poesie da oltre venti anni ed è alla sua decima pubblicazione tra raccolte poetiche e poemetti. Vincitore di numerosi premi letterari e ideatore del Concorso Internazionale di Poesia “Orazio”, torna con una raccolta che indaga memoria, natura e amore, intrecciando ricordi, riflessioni e paesaggi interiori.
“Nelle mie ultime pubblicazioni ho sempre fatto in modo che ci fosse una tematica stabilita che unisce tutte le poesie -spiega- In quest’ultima invece le poesie sono fotogrammi singoli che si uniscono solo nel richiamo al concetto del silenzio”.
Il volume alterna lirismo e visione, malinconia e speranza, con immagini sensoriali e musicalità. La natura diventa protagonista e specchio dell’anima, mentre emergono temi di resilienza, spiritualità e denuncia civile. Un viaggio poetico tra luci e ombre dell’esistenza, che invita a resistere e credere nella forza dell’amore e della rinascita.
Durante l’evento, le poesie saranno interpretate dall’attore Antonio Alfonsi. Interverranno Matteo Chiavarone, direttore responsabile delle Edizioni Ensemble e Chiara Buccione, giornalista e conduttrice della presentazione per Lettori Virali, che guiderà il pubblico alla scoperta delle suggestioni e delle tematiche del libro. A completare l’iniziativa, la mostra di dipinti ad olio su tela di Maria Teresa Cusenza. Tra le opere esposte quattro saranno ispirate alle poesie della raccolta, creando un dialogo tra parola e immagine.
“Nel silenzio del tempo” di Paolo Cordaro
Sinossi
“Nel silenzio del tempo” è una raccolta poetica che attraversa i paesaggi dell’anima, della memoria e delle emozioni, intrecciando esperienze personali, riflessioni esistenziali e suggestioni della natura. La raccolta alterna poesie brevi e intense a componimenti più lunghi e narrativi, con uno stile che oscilla tra il lirico, il meditativo e il visionario. Le immagini sono spesso vivide e sensoriali, con frequenti metafore e sinestesie. Il tono varia dall’intimo e malinconico al luminoso e speranzoso, passando per momenti di denuncia sociale e riflessione civile.
Il libro si apre con la poesia omonima, che introduce subito il tema centrale: il tempo come spazio sospeso, in cui i ricordi e i sentimenti si fanno vivi e tangibili nel silenzio. Molte poesie sono dedicate al ricordo di momenti vissuti, all’infanzia, agli affetti perduti o ritrovati, e alla malinconia che accompagna il passare del tempo. Un viaggio nei ricordi, dove il tempo si ferma per rivivere attimi d’amore e intimità che diventano eterni attraverso il ricordo. Il silenzio non è assenza, ma custode di emozioni profonde. L’uso di immagini visive e tattili crea una dimensione sospesa, quasi cinematografica, dove il tempo si ferma per lasciare spazio alla memoria e al sentimento, ripetizioni di suoni dolci (s, l) che creano musicalità e armonia, il silenzio non è vuoto, ma spazio pieno di significato, dove si custodisce l’essenza del momento (Nel silenzio del tempo). Rievocazioni di tempi passati, sogni emarginati, cicatrici e ricordi che riaffiorano con malinconia (Giorni di resina, Nostalgico tango). I temi della natura e del paesaggio sono ricorrenti e spesso utilizzati come metafore degli stati d’animo e delle emozioni. L’amore, in tutte le sue forme (passionale, familiare, spirituale), è un filo conduttore che attraversa l’intera raccolta, spesso rappresentato attraverso immagini sensoriali e naturali. Il mondo naturale è costantemente evocato come specchio delle emozioni interiori: il vento, il mare, il cielo, la luce e le stagioni diventano metafore di stati d’animo e di passaggi esistenziali. Anime d’aliante dove un tramonto, la luna, le nuvole, la ghiaia che si trasforma in rena, il vento: la natura accompagna e riflette l’intimità tra i protagonisti. In Lacrime di vento, i girasoli, la luce, il paesaggio naturale sono elementi centrali che si intrecciano con le emozioni e i desideri. Poesie dove la neve di primavera, fiocchi di cotone, onde spumose e l’abisso azzurro accompagnano il sentimento di attesa e di pace interiore (Occhi liquidi). Questi componimenti utilizzano la natura e il paesaggio non solo come sfondo, ma come veri e propri protagonisti, capaci di riflettere, amplificare e talvolta guarire le emozioni umane. La raccolta è piena di speranza e resilienza. Componimenti che chiamano a resistere, a credere nella luce anche nei momenti più bui, a trovare forza nella collettività e nella spiritualità (come il tributo a Padre Puglisi), un invito collettivo a non arrendersi, a credere nella forza dell’amore e della volontà, anche di fronte alle difficoltà, un messaggio di coraggio e rinascita. La poesia Spes, il titolo stesso e il testo raccontano la fatica di attraversare momenti bui, ma anche la ricerca di una luce, di una fiammella che guida e sostiene nel cammino. La ricerca di libertà e di un nuovo inizio in Liberante, lasciando alle spalle dubbi e pesi del passato, con la speranza di raggiungere una nuova serenità. Momenti di resistenza quasi meccanica di fronte al dolore, alla tragedia “al passo cadenzato di chi sopravvive al destino”, così in Thrênos, un lamento funebre collettivo, dove il dolore assume forme rituali e disumanizzate. Le immagini di donne a testa bassa e uomini di cera vestiti di cenere trasmettono immobilità e fragilità, mentre il cielo “livido” e i “feretri dilaniati” amplificano il senso di tragedia descritta con un linguaggio denso di metafore cupe e contrasti tra vita e morte. Le immagini di “cenere”, “feretri dilaniati”, “eterno stupore” e “eterna angoscia” creano un dualismo tra ciò che resta e ciò che è perduto, apre a una dimensione senza tempo, dove il lutto diventa condizione universale. Non manca il gioco con il linguaggio, la musicalità e la forma, come “Paltosamente”, che si muove tra neologismi e suoni. Il testo è un esempio di scrittura metasemantica, dove le parole inventate e prive di significato convenzionale creano un effetto di straniamento e gioco linguistico. Il suono che diventa silenzio di significato. L’assenza di referenti concreti sposta l’attenzione sul suono, sul ritmo e sulla musicalità, trasformando il linguaggio in pura materia espressiva. La poesia non comunica un contenuto narrativo, ma evoca sensazioni attraverso neologismi e combinazioni foniche, invitando il lettore a sperimentare la libertà creativa oltre i confini semantici.
La raccolta ha un tono intimo, nostalgico e contemplativo. La poesia trasmette un senso di sospensione, come se il tempo si fermasse per custodire un ricordo prezioso in un registro elevato e lirico, con un linguaggio ricco di immagini sensoriali e metafore, parole desuete che riprendono significato.
In conclusione, il libro è un viaggio poetico tra luci e ombre dell’esistenza, dove il tempo si fa materia da scolpire con le parole e il silenzio diventa spazio fertile per la memoria, l’amore e la speranza. La varietà dei temi e degli stili rende la raccolta ricca e sfaccettata, capace di parlare a chiunque abbia vissuto emozioni profonde e desideri ritrovarle nella poesia.
di Chiara Buccione



